Speranza

Ricordiamo sempre…

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

(Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947)

photo by Tanoka (CC Attribution)

 

Il fiume e la città

No, non vi aspettate un brano di uno dei nostri consueti e meravigliosi scrittori argentini che hanno saputo descrivere Buenos Aires nell’intensità del suo fermento e nella passione della sua diversità. No, sono io che cerco di rivivere sensazioni che si hanno solo in un luogo al mondo. Mi spiego, a ogni luogo che può essere una città, un paesino o la nazione intera spetta un tipo di sensazione. Questo vale per ogni “cantuccio” nel mondo.

Alcune mie giornate sanno di Buenos Aires e d’Argentina anche se ne son lontana. Mi sveglio e, pur essendo in un altro paese e nell’emisfero opposto, cammino e ogni profumo che mi raggiunge mi fa volar altrove. Da un lato mi sento rigenerata, dall’altro la solita nostalgia mi avvinghia e mi lascia un sapore amaro. Il segreto sta nella capacità di sintetizzare le due sensazioni e nel farne nascere un’altra diversa.

Ci sono movimenti che si scorgono a volte soltanto quando si è lontani altre volte quando si è attenti o si osserva anche nei minimi particolari. La quotidianeità di certe azioni ci distoglie molte volte dall’osservarle ed è quando si è lontani che ci ritornano in mente anche i piccoli gesti e le piccole consuetudini. Uno di questi è legato a un movimento meccanico a cui non diamo retta perché è nel dna argentino e cioè quello di sollevare il braccio per indicare al conducente dell’autobus che si sta avvicinando alla fermata che deve arrestare la sua corsa perché se non vede questo segnale e se non deve far scendere un passeggero proprio in quella fermata, non si ferma. Il fatto di non recarsi alla cassa per pagare la consumazione anche solo di un caffé al tavolo, la preferenza di non conumarlo al banco perché “ci sta” non prendere il caffé di corsa anche se si è immersi nella frenesia cittadina. E’ bello ritrovarsi con la tazzine del caffé corredata dalla spremuta e dai cioccolattini o dai biscottini.

Il passaggio, ancora in alcuni quartieri, dell’arrotino in bicicletta che si annuncia con la sua mola che affila e che va con l’andar della bicicletta. Sentirlo nelle prime ore del pomeriggio d’estate quando si impone il silenzio della canicola. Uscire di casa al mattino presto e trovare la vicina che “baldea la vereda” e cioè che versa secchi d’acqua sul marciapiede antistante il proprio civico. Per capire meglio questa abitudine del lavaggio dei marciapiedi vi consiglio di leggere questo articolo che mi è tanto piaciuto perché ben scritto e tangibile, una vera e propria incisione cittadina che mi ha spinta a scrivere questo post.

Quell’andar per le vie con mille pensieri…e direte, ma quello non è solo argentino o del porteño! E’ vero, ma è un andar particolare, dinoccolato a momenti sulle piastrelle barcollanti di alcuni marciapiedi. Serpeggiare in mezzo alle macchine ferme non rispettando le strisce per attraversare la strada. Ascoltare come qualcuno interpella in modo stridente un altro che conosce e che ha ritrovato dopo un sacco di tempo… “Qué hacés, boludo?! Tanto tiempo! Pero dónde te habías metido? (Come va? Ne é passato di tempo! Dove ti eri cacciato?)” Dove “boludo” non è un insulto, ma un modo familiare ed affettuoso in questo caso di manifestare sorpresa e richiamare l’attenzione dell’altro.

Insomma, questi sono solo alcuni sprazzi di quelle sensazioni che ritornano in me ogni tanto. Arrivano con il loro spessore quasi fossi là a provarle.

 

Iniziamo l’anno con qualcosa che “ci scalda”. In questa stagione il locro è una pietanza indicatissima.  Ci ristora, ci dà forze. Pietanza ricca di ingredienti viaggia nel mondo delle ricette in molteplici versioni. E’ anche vero che se vogliamo fare un locro seguendo le tradizioni dei diversi luoghi del nordovest argentino, potrebbe diventare un po’ [Leggi tutto...]

 

Feliz 2012 para todos!!!!!

 

Non potevamo salutare il 2011 senza un nostro quiz!!!! Lo so, lo so, è palese che è un angolo!!!! Ma, bravi, lo sapete cosa vogliamo da voi!!!! Sì, sì, sapere in quale quartiere è quest’angolo. Se ci dite almeno una delle due arterie su cui si affaccia questo negozio, sarebbe micidiale, anche perchè ingrandendo la [Leggi tutto...]

© 2011 DataWeb Solutions - Tutti i diritti riservati Scopri l'Argentina • Viaggi, tradizione, cultura e spettacolo Suffusion theme by Sayontan Sinha