“El espíritu de la calle Corrientes no cambiará con el ensanche. Es inútil, no es con un ensanche que se cambia o se puede cambiar el espíritu de una calle. A menos que la gente crea que las calles no tienen espíritu, personalidad, idiosincrasia. Y para demostrarlo, vamos a recurrir a la calle Corrientes.
Lo spirito della via Corrientes non cambierà con l’allargamento. E’ inutile, non è con un allargamento che si cambia o si può cambiare lo spirito di una via. A meno che la gente non creda che le vie non abbiano spirito, personalità, mentalità. E per dimostrarlo prendiamo come esempio la via Corrientes.
La calle Corrientes tiene una serie de aspectos lo más opuestos y que no se justifica en una calle.
La via Corrientes ha una serie di aspetti molto opposti che non si giustificano in una via.
Así, desde Río de Janeiro a Medrano, crece su primer aspecto. Es la calle de las queserías, los depósitos de cafeína y las fábricas de molinos. Es curiosísimo. En un trecho de diez cuadras se cuentan numerosas fábricas de aparatos de viento. ¿Qué es lo que ha conducido a los industriales a instalarse allí? ¡Vaya a saberlo! Después vienen las fundiciones de bronce, también en abundancia alarmante.
Così da (via) Río de Janeiro a (via) Medrano, cresce il suo primo aspetto. E’ la via dei negozi di formaggi, dei depositi di caffeina e delle fabbriche di mulini. E’ curiosissimo. In un tratto di dieci isolati si annoverano numerose fabbriche di apparecchi da vento. Cosa mai avrà spinto gli industriali ad installarsi lì? Va a sapere perché? Dopo ci sono le fonderie di bronzo, anche in abbondanza allarmante.
De Medrano a Pueyrredón la calle ya pierde personalidad. Se disuelve, están en los innumerables comercios que la ornamentan con sus entoldados. Se convierte en una calle vulgar, sin características. Es el triunfo de la pobretería, del comercio al por menor, cuidado por la esposa, la abuela o la suegra, mientras el hombre trota calles buscándose la vida.
Da (via) Medrano a (via) Pueyrredón la via perde ormai personalità. Si dissolve, ci sono le innumerevoli attività commerciali che la adornano con i loro tendoni. Si trasforma in una via volgare, senza caratteristiche. E’ il trionfo dei poveracci, del commercio al minuto, tenuto dalla moglie, dalla nonna o dalla suocera, mentre l’uomo trotta per le vie cercando da vivere.
De Pueyrredón a Callao ocurre un milagro. La calle se transfigura. Se manifiesta con toda su personalidad. La pone de relieve.
En ese tramo triunfa el comercio de paños y tejidos. Son turcos o israelitas. Parece un trozo del ghetto. Es la apoteosis de Israel, de Israel con toda su actividad exótica. Allí se encuentra el teatro judío. El café judío. El restaurante judío. La sinagoga. La asociación de Joikin. El Banco Israelita. Allí, en un espacio de doce o quince cuadras el judío ha levantado su vida auténtica.
Da (via) Pueyrredón a (via) Callao avviene il miracolo. La via si trasfigura. Si manifesta con tutta la sua personalità. La mette in rilievo.
In questo tratto trionfa il commercio di stoffe e tessuti. Sono turchi o israeliani. Sembra un pezzo del ghetto. E’ l’apoteosi d’Israele, d’Israele con tutta la sua attività esotica. Lì c’è il teatro ebreo. Il caffè ebreo.Il ristorante ebreo. La sinagoga. L’associazione di Jokin. La Banca Israeliana. Lì, in uno spazio di dodici o quindici isolati l’ebreo ha costruito la sua autentica vita.
[…] La verdadera calle Corrientes comienza para nosotros en Callao y termina en Esmeralda. Es el cogollo porteño, el corazón de la urbe. La verdadera calle. La calle en la que sueñan los porteños que se encuentran en provincias. La calle que arranca un suspiro en los desterrados de la ciudad. La calle que se quiere, que se quiere de verdad. La calle que es linda de recorrer de punta a punta porque es calle de vagancia, de atorrantismo, de olvido, de alegría, de placer. La calle que con su nombre hace lindo el comienzo de ese tango: Corrientes…tres, cuatro ocho.
La vera via Corrientes inizia per noi all’incrocio con Callao e finisce all’incrocio con Esmeralda. E’ il cuore porteño, il cuore dell’urbe. La vera via. La via a cui sognano i porteñi che sono nelle province. La via che strappa un sospiro negli esiliati della città. La via a cui si vuol bene, a cui si vuol bene veramente. La via bella da percorrere da un estremo all’altro perché è via di pigrizia, di poltroneria, di oblio, di allegria, di piacere. La via che col suo nome rende bello l’inizio di quel tango:”Corrientes…tres, cuatro, ocho””
Tratto da «El espíritu de la calle Corrientes… », in “Aguafuertes porteñas”, di Roberto Arlt
foto by daslive
Lo spirito della Calle Corrientes è ancor vivo. Questa meravigliosa descrizione che ci dona Roberto Arlt nelle sue “Aguafuertes porteñas” è l’osservazione di una città in crescita ed espansione nello specifico brulichio di una delle sue più importanti arterie. Pur essendo stata scritta negli anni ’30, anni di grandi svolte nazionali ed internazionali, ha tuttora la sua validità in quanto la sua anima permane.
Roberto Arlt ci accompagnerà in questo blog attraverso il suo modo di scrivere ed interpretare la realtà. E’ stato un visionario e non solo: è stato un grande rivoluzionario nel modo di scrivere e di osservare la realtà. E’ uno dei responsabili dell’entrata del lunfardo nella letteratura cittadina con tanto di opposizioni all’epoca. Nato nel 1900 e morto nel 1942 ci ha lasciato un compendio creativo non indifferente. La lettura dei suoi libri mi ha accompagnata nell’adoloscenza e da quel momento ho scoperto quanto mi piacesse leggere.
Qui potrete vedere immagini bellissime della Buenos Aires degli anni ’30.




La descrizione e le immagini sono bellissime!
Ma lo sai che mi ricordano un po’ Milano? magari Corso Buenos Aires??
Besiti
Dori
Grazie Flavia, con questa lettura sembra di poter respirare l’aria di Buenos Aires
E’ proprio così, ragazzi!
Roberto Arlt ha la capacità di farci conoscere Buenos Aires nell’anima e non nell’apparenza!
Sempre per aiutarci reciprocamente: ma “apparecchi da vento” sono i ventilatori ???
Sì, penso proprio che Arlt abbia voluto riferirsi ai ventilatori oppure ai mulini.
Se non ho tradotto ventilatori è perché volevo rispettare questo suo modo di nominare le cose, come nel caso dei depositi di caffeina che sarebbero i bar. C’è probabilmente uno spirito canzonatorio in questo suo esprimersi.
Sento, e questo è un mio modo di vedere le cose, che i testi di Arlt sembrano facili a momenti (questo ne è un esempio) da tradurre, ma non è proprio così
Questo testo è abbastanza lineare ma sa di tanta “porteñità” che ho sentito la necessità di rispettarla forse a scapito dell’italiano.
Comunque, Niky, sappi che le tue osservazioni sono più che apprezzate da me.
Gracias
Hai ascoltato “una emocion” su Faiblog ?
non ancora, ma arrivi, Niky!!
[...] gi
[...] La Calle Corrientes, dove sorgono i teatri, rimarr
[...] tarde con Roberto Arlt è un’altra delle proposte di visita guidata teatralizzata. Alcuni percorsi per il quartiere [...]