E’ questa forse la misteriosa Buenos Aires che si nasconde agli sguardi meno attenti oppure inconsapevoli della sua esistenza data la poca diffusione. Pochi metri di percorsi che rompono la regolarità geometrica della città. Queste corte viuzze pittoresche sono angoli di serenità in mezzo al delirio cittadino. Nate dall’ errore dei piani urbanistici queste stradine inconcluse sono il ricordo di vite e di storie passate.
In questo caso si tratta del “Pasaje Bollini”, il cui respiro dura 200 metri, dal civico 2900 di via French allo stesso civico di via Pacheco de Melo, nel quartiere della Recoleta. Nel cuore di questo quartiere di grande viavai, emblematica residenza dei più abbienti, si snoda nella sua pelle selciata di fine ’800 questo vicolo che conserva nella memoria i metallici duelli dei malevos riesumati dal profumo della malvarosa.
foto by miuchi
Dimora di ristoranti in cui pranzare o cenare e anche di accoglienti spazi quali “La Dama de Bollini” dove si svolgono incontri poetici, mostre d’arte e concerti di jazz e di tango.
Una breve storia di 200 metri rievocata dall’ illustre Jorge Luis Borges nel seguente brano.
A voi la lettura e la scoperta di uno dei più bei “pasajes” di Buenos Aires. Questa è la prima tappa di piccoli percorsi. Ne arriveranno altre.
“La cortada de Bollini”
“Contemporáneos del revólver, del rifle y de las misteriosas armas atómicas, contemporáneos de las vastas guerras mundiales, de la guerra del Vietnam y de la del Líbano,sentimos la nostalgia de las modestas y secretas peleas que se dieron aqui hacia mil ochocientos noventaitantos a unos pasos del Hospital Rivadavia. La zona entre los fondos del cementerio y el amarillo paredón de la cárcel se llamó alguna vez la Tierra del Fuego; la gente de aquel arrabal elegía (nos cuentan) esta cortada para los duelos a cuchillo. Esto habrá ocurrido una sola vez y luego se dirían que fueron muchas. No había testigos, salvo, quizá, algún vigilante curioso que observaría y apreciaría las idas y venidas de los aceros. Un poncho haría de escudo en el brazo izquierdo; el puñal buscaría el vientre o el pecho del otro; si los duelistas eran diestros la contienda podría durar mucho tiempo. [...]”
De
Jorge Luis Borges
ATLAS, Ed. Sudamericana, Bs. As.
“Il vicolo Bollini”
“Contemporanei del revolver, della carabina e delle misteriose armi atomiche, contemporanei delle vaste guerre mondiali, della guerra del Vietnam e di quella del Libano, sentiamo la nostalgia delle modeste e segrete liti che ci furono qui verso il milleottocentonovanta e rotti a pochi passi dall’ Ospedale Rivadavia. La zona tra gli sfondi del cimitero e il muro giallo del carcere si chiamó un tempo Terra del Fuoco; la gente di quel sobborgo sceglieva (ci raccontano) questo vicolo per i duelli a coltello. Tutto ciò sarà accaduto una sola volta e poi si sarebbe detto che ce n’erano state molte. Non c’erano testimoni, tranne, forse, qualche vigile curioso che avrebbe osservato ed apprezzato i rapidi movimenti degli acciai. Un poncho avrebbe fatto da scudo sul braccio sinistro; il coltello avrebbe cercato il ventre o il petto dell’altro; se i duellisti erano abili la contesa sarebbe potuta durare molto tempo. [...]
Tratto da
Jorge Luis Borges
ATLAS, Ed. Sudamericana, Bs. As.




Un altro bel ritratto di Baires. Alla fine se ci andremo grazie a te ci sembrerà di esserci già stati….
Cerco solo di parlare con le viscere….
Sembra di veder il luccichio delle lame!
Brava Fla!!
E..buon viaggio!!!!!!!!!!!!!!!
Besiti
Dori
[...] avevo gi
[...] conosciuto come Once, si insinua questo scampolo di tranquillit
[...] ormai trascorsi 110 anni dalla nascita di Jorge Luis Borges. Sì…proprio un giorno come [...]