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Buenos Aires – Avenida de Mayo

Rileggevo in questi giorni alcuni racconti di Leopoldo Lugones, scrittore argentino nato nel 1874 e morto nel 1938, e da uno di essi si sprigionò quest’ “impressione di Buenos Aires”.
Pensare all’atmosfera di inizio secolo scorso, ascoltare i discorsi di quattro amici che prendono un caffé in un bar della città, nella riservatezza maschile di pensieri a volte un po’ contorti.

Tuttavia Buenos Aires è anche quest’impressione.

(…)
—Sin embargo —dije a mi vez— sostienes que Buenos Aires te gusta.
—No cabe duda. He dicho que es una fea digna de ser amada. Pero el amor de las feas es como los cordiales amargos. Exige pequeña dosis y excluye la repetición.
—Celebro el dicho, aunque me parece más ingenioso que aceptable en quien declara, asimismo, que la porteña…
—… es la más linda de las mujeres. Ah, cierto. De eso podemos estar seguros y orgullosos. Y no lo digo por esta sala demasiado internacional, sino por nuestras reuniones de clase, por nuestro Colón, por Palermo, por las calles, las calles, sobre todo, que para encanto de mi vejez se van volviendo todas Floridas…
Y sin recoger nuestra sonrisa ante aquel mal retruécano en que se despuntaba el vicio impenitente:
—Con todo, prosiguió, resulta curiosísimo este otro aspecto de la ciudad: el cosmopolita. Buenos Aires es, por decirlo así, una encrucijada del universo. Por aquí, malos o buenos, pasan todos los tipos interesantes del mundo, desde Lloyd George hasta Bolo Paschá.
—Todos, en efecto, afirmó Lemos.
—Y si hubieran existido —sonrió Julio D.— el Judío Errante y Don Juan Tenorio…

(de El secreto de Don Juan de Leopoldo Lugones 1874-1938)

(…)
—Tuttavia —dissi— sostieni che Buenos Aires ti piace.
—Non vi è alcun dubbio. Ho detto che è una brutta degna d’essere amata. Ma l’amore per le brutte è come i cordiali amari. Vuole piccole dosi ed esclude la ripetizione.
—concordo col modo di dire, anche se mi sembra più ingenioso che accettabile in colui che dichiara, allo stesso modo, che la porteña…
—… è la più bella delle donne. Ah, certo. Ne possiamo essere sicuri e fieri. E non lo dico per questo salone troppo internazionale, ma per le nostre riunioni di classe, per il nostro Colón, per Palermo, per le vie, le vie, soprattutto, che per l’incanto della mia vecchiaia diventano tutte Floride…
E senza raccogliere il nostro sorriso dinanzi a quel cattivo gioco di parole in cui svettava il vizio impenitente:
—E ancora, proseguì, risulta curiosissimo quest’altro aspetto della città: quello cosmopolita. Buenos Aires è, per dirlo in qualche modo, un crocevia dell’ universo. Da questa parte, cattivi o buoni, passano tutti i tipi interessanti del mondo, da Lloyd George a Bolo Paschá.
—Tutti, in effetti, affermò Lemos.
—e se fossero esistiti —sorrise Julio D.— l’ Ebreo Errante e Don Juan Tenorio…

(tratto da El secreto de Don Juan de Leopoldo Lugones 1874-1938)

  1 Commento a “Buenos Aires…un’impressione”

  1. [...] questo nome dallo scrittore Leopoldo Lugones (1874 – 1938), importante rappresentante del Modernismo [...]

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