Cataratas del Iguazú
L’ origine leggendaria di certi fenomeni naturali mi è sempre piaciuta. Quella delle Cataratas del Iguazú è uno dei casi.
La leggenda guaraní ci racconta una bellissima genesi. Un dio geloso di una bella ragazza di nome Naipú di cui si innamorò, non essendo da essa contraccambiato, ma addirittura scambiato per un comune mortale, inferocito dinanzi alla fuga dei giovani in una zattera, produsse queste cascate per impedirne la partenza e provocarne la conseguente morte.
Da questa tragica fine un meraviglioso dono della natura: le stupende cascate… la capigliatura della giovane Naipú, l’albero sulla “Garganta del Diablo”…Tarobá, il giovane che l’amò.
photo by Mauricio
Le cascate dell’Iguazú, un luogo rigoglioso non solo per la vegetazione e la fauna che ci vivono, ma per l’immaginazione che , come una molla, si impadronisce di noi, ci rapisce in un turbine simile a quello che provocano queste acque cadenti.
photo by Mauricio
Situate a Nord della Provincia di Misiones nel “Parque Nacional Iguazú“, le cascate serpeggiano per 275 salti in un comtinuo pianto di gocce vaporizzate che sotto il sole formano innumerevoli arcobaleni.
Iguazú, in lingua guaraní, “agua grande” (acqua grande), un paradiso, parola scontata che viene in mente a tutti, ma non ne trovo un’altra migliore per descrivere l’insieme di sensazioni che desta questo luogo d’incanto.
Il fiume Iguazú che nasce nello stato brasiliano di Paraná forma, nella sua confluenza col fiume Paraná, questa straordinaria frontiera naturale che può essere visitata grazie a dei percorsi in passerelle disposte in circuiti che transitano la zona dall’alto e dal basso.
photo by Mauricio
Le sensazioni sono troppe, ma ricongiungibili in un unico senso: l’incommensurabilità dell’anima quando entra in contatto con questa gigante sorgente di vita perenne. Infatti le dimensioni cambiano. Dal lato argentino si ha la possibilità di essere dentro le cascate, di vivere l’esperienza interna in una “doppia esistenza dell’immenso e del sonoro, del vuoto e del pieno” come mi ricorda una cara amica. La percezione che al di là di tutto ciò non vi sia altro. La probabilità di riviversi in momenti passati della propria vita, sotto il pianto, ad esempio , del Salto Bosetti, in una purificazione dell’anima.
photo by Mauricio
Da molteplici angoli la natura ci guarda nel nostro pellegrinaggio inconsueto e ci aiuta in questo transitare nel nostro spirito. Il “yacaré” se ne sta tranquillo a contemplare durante il suo riposo, gli uccelli variopinti occhieggiano dall’alto, nascosti nel fogliame. Noi stupiti ci guardiamo intorno, avidi di conservare ogni particolare, rapiti da un incantesimo mozzafiato.
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Grazie, Flavia, per le foto davvero belle e per la tua descrizione, profonda e coinvolgente, che le accompagnano.
Besos,
Pietro
Pietro, questo è un luogo straordinario. Le parole non riescono a dare ‘idea dell’immensità che si vive in quel posto. Bisogna andarci!
Bisognerebbe andarci si’!! Potremmo organizzarci tutti insieme, no?
Besiti
Dori
Potremmo!!!!
Flà,
nel lontano 1991, un mio caro cugino argentino, che era venuto in Italia per la prima volta (ed aveva risparmiato soldi, per parecchi anni, per venirci: l’aveva promesso a suo padre, emigrato là dall’Italia, prima che questi morisse), aveva portato con se un album di fotografie, tra le quali c’eran proprio quelle cascate… e me le aveva mostrate con un certo orgoglio, del tutto comprensibile…
Nel rivederle qui, nel tuo blog, m’è venuto un nodo alla gola…
Besos,
Pietro
E’ molto comprensibile. Sono bellissime.
Son contenta che tu abbia questo ricordo. Il nodo in gola…capisco molto bene il nodo in gola.
Flà
Gracias ,Flavia ,por tratarme como ” cara amica ” .eso somos : amigas que nos queremos .Ojalá todos quienes leen tu página ,puedan viajar a Argentina y disfrutar sus cataratas .SON UNA CARICIA PARA EL ALMA .UNA VERDADERA CURA .Besos y hasta nuestros diálogos vía internet .
Gracias, Moni, Cara amica!!!!