Moltissimi anni fa, nelle terre di Mendoza, abitava una tribù di indiani moltro lavoratori e ospitali. Vivevano in pace fino a quando vennero a sapere che dall’altra parte della cordigliera si stava avvicinando una tribù indomita. Ben presto gli invasori circondarono la tranquilla tribù che decise di chiedere aiuto ad una popolazione amica dell’est. Tuttavia il problema permaneva perché per riuscire a raggiungere questa tribù i pacifici indiani avrebbero dovuto attraversare il territorio su cui si era insediato il nemico.
Finalmente un giovane di vent’anni, forte e agile, sposato con una giovane della tribù da un mese, si presentò dinanzi al suo capo e si offrì per tentare di attraversare l’accerchiamento nemico. Partì con la moglie. Il secondo giorno di viaggio si imbatterono nel nemico e in una corsa veloce, sempre uniti, cercarono di evitare ogni attacco dei feroci guerrieri. Quando pensarono che sarebbero stati catturati, cominciarono a sentirsi più leggeri nella loro corsa: le loro gambe diventarono più esili, le loro braccia diventarono ali, i loro corpi si coprirono di piume. Persero le fattezze umane e si trasformarono in uccelli di grosse dimensioni. Diventarono ñandú. Riuscirono a giungere così dalla popolazione amica. Insieme fecero indietreggiare i nemici.
La leggenda ci dice che in questo modo comparve lo ñandú sulla terra.
photo by Victor Tidona (CC Attribution)





Hanno detto…