Stazione Piedras della metropolitana linea A.  All’uscita il viavai dell’Avenida de Mayo nella sua architettura gigantesca e storica protetta dalla presenza degli alberi che si innalzano alti sulla città.

Ci si guarda intorno, partoriti dalla bocca di ferro che esce dalle viscere dell’avenida. In alto si scorge l’insegna del caffé, del famoso Café Tortoni.

Café Tortoni

Che dire di un caffé del quale hanno parlato tutti?
Potrei dire che il Tortoni sembra quasi un ritorno nel passato, un invito particolare a ricongiungersi con un’atmosfera che a stento trapela aria contemporanea, tranne per i prezzi un po’ lontani dalle possibilità, più quotidiane almeno – non saltuarie, di tanti porteños e argentini. Comunque non è la sola realtà del tipo. Non me ne voglia il Tortoni.

Al Tortoni il passato di marmorea stirpe ci parla da ogni angolo. Non ho mai assistito ad uno spettacolo, ma ci sono stata semplicemente a pranzare e a bermi un caffé insieme ad una cara amica. Siamo sedute al tavolino dietro al quale le statue di Jorge Luis Borges, Alfonsina Storni e l’immancabile Carlos Gardel guardano i visitatori da un tempo letterario e musicale che purtroppo non è più il nostro.

I tavoli di rovere e marmo mi fanno pensare ai grandi personaggi che nei 150 anni del Tortoni vi si sono seduti a chiaccherare e a discutere di politica e cultura. L’eco stralunata di un dialogo forse tra Federico Garcia Lorca e Luigi Pirandello, la cui fotografia è custodita dietro a una vetrina all’ingresso del bar.

Gli illustri ci guardano

Le sculture degli illustri ci guardano dal loro mondo: Quinquela Martín, Jorge Luis Borges, Alfonsina Storni, Juan de Dios Filiberto e tanti altri.

Il Tortoni

I grandi vitreaux ai soffitti presenti, sostenuti dalle maestose colonne, giganti custodi di un mondo culturale ambizioso nella sua voglia di arricchire il mondo. I lampadari sospesi, le loro luci calde.

Accanto a me, sulla parete lignea che mi affianca un quadro col ritratto di Tita Merello, grande cantante di tango e attrice dalla forza “magnanesca”.

Chissà se si sarebbe immaginato tanta vita e tanta attività nel lontano 1858 il francese Touan quando decise di dare vita al Tortoni?

Andateci, a Avenida de Mayo 825 vi aspetta questo bar anche solo per un caffé. Ha tante storie da raccontarvi, da sentire col cuore.

Alfonsina Storni ha scritto:

  6 Commenti a “Café Tortoni”

  1. Bello !!! Poterci andare…

  2. ci andrai!!! Vedrai , ci andrete tutti e tre!

  3. Niky, Flavia : andiamoci tutti insieme..a gustare una medialuna al cafè Tortoni!!!!
    Noi, foooorse faremo il nostro giretto a Baires il prx luglio!!!!!
    un anno di tempo per accumulare i soldini(!!!) e per superare il terrore del volo!!!!;o)))
    Besos
    Dori

  4. La leche merengada è la specialità del Tortoni.
    Dori, niente paura…l’aereo ti cullerà, vedrai!

    abrazos

    Flavia

  5. [...] Ai tempi si chiamava La Alameda, nome che ci riporta alla cara Spagna, all’Andalusia più precisamente, infatti “il pioppeto”, traduzione di alameda, è vegetazione del sud spagnolo. Ora si chiama Bar Goya dal famoso pittore spagnolo. Sorge appunto nella zona spagnola di Avenida de Mayo a pochi metri dalla stazione Piedras della Metropolitana A, molto vicino al Café Tortoni. [...]

  6. [...] de Mayo se vi giungiamo da Avenida de Mayo, lasciandoci dietro la “9 de Julio“, il Tortoni, L’Accademia del Tango, La Plaza Congreso, la Stazione Perù [...]

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