[Salta] - Cabra Corral

E così all’indomani della grande traversata nelle nuvole, portati dal famoso “tren a las nubes“, ci mettiamo in moto per andare a conoscere un altro bellissimo posto in provincia di Salta. Esattamente a 65 km dal capoluogo, c’è il “dique de Cabra Corral“.

Questa diga è uno speccho d’acqua di 127 chilometri quadri formato dalla confluenza del fiume Guachipas con i suoi affluenti del sud dei Valles Calchaquíes e dei fiumi Arias e Rosario da nord. Ha la forma di una Y. E’ stata costruita tra il 1966 e il 1972. L’obiettivo di questa costruzione era quello di irrigare 100.000 ettari tra la provincia di Salta e quella di Santiago del Estero, integrandosi in questo modo alla rete nazionale di energia.

Ammaliati dal paesaggio roccioso che a tratti fa da cornice a questo specchio, ci avventuriamo con la macchina noleggiata, questa volta non più la nostra robusta pick up che ci ha portati da Salta a Jujuy, a Purmamarca, per i cigli delle strade di montagna fino ad arrivare alla Cuesta del Obispo, ma una timida auto normale con la quale abbiamo affrontato strade sterrate!!!! Un po’ pazzi a dir poco!!! Ma Simone ha superato gli ostacoli senza perdersi d’animo.

L’arsura della terra contrasta incredibilmente con la freschezza dell’acqua della diga che si propone come palcoscenico dei più svariati sport acquatici. Facciamo alcune soste per goderci in tutta serenità il paesaggio che si apre incommensurabile davanti a noi. Ogni punto, ogni angolo di natura si apre davanti ai nostri occhi come a voler inghiottirci e noi , rapiti, ci lasciamo prendere da quest’infinita apparizione.

Dopo un po’, ripresi dall’incantesimo di questo gigante , ci rimettiamo in moto con la nostra tenera macchina che, ora per strade asfaltate ci porta ad un altro incantevole posto dove ci rifocilliamo. Un posto stupendo, dal tetto di paglia, una sorta di “quincho” dove mangiamo un buonissimo “asado”, la tipica grigliata argentina, di cui parlerò in modo più esauriente in un altro post. Ci facciamo una bella scorpacciata di carne con contorno di patate fritte e un’insalata mista. Poi il classico “flan con dulce de leche”, una sorta di creme caramelle con il famoso dolce di latte argentino. Queste prelibatezze corredate da un servizio magnifico perché semplice, pulito e cortese che non ha nulla da invidiare ai grandi ristoranti di lusso.

La nostra passeggiata finisce alle sette di sera. Stanchi di una stanchezza piacevole poche volte provata, ci abbandoniamo al sonno vegliati dal sogno di magiche terre.

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