Maria de Buenos Aires, la “operita” di Astor Piazzolla e Horacio Ferrer veniva presentata per la prima volta nel 1968. Ieri, 40 anni dopo, è stata ripresentata al Teatro Nacional Cervantes , nella Sala Guerrero alle ore 21.00.
Maria de Buenos Aires parla di una città di fine anni sessanta nella quale convivono il cantante di quartiere e il beatle. Parla anche di una città in cui la musica popolare è in crisi e di Piazzolla e Ferrer come creatori di una nuova forma di pensare la musica “ciudadana”. Infatti Piazzolla propone un tango molto particolare, di una raffinatezza e profondità che scuotono l’anima che si allunga e si contrae come un bandoneón.
Maria è una ragazza nata in un sobborgo (arrabal) porteño. Decisa ad andare in centro, vi conosce il tango e diventa prostituta. I ladri e le “madamas”(gestrici dei prostiboli in lunfardo) la conducono ad una morte oscura. Dopo la morte, la sua ombra deambula per la città. Maria, in una sorta di resurrezione, diventa nuovamente vergine e partorisce una bimba che non è altro che lei stessa.
Quest’opera, divisa in due parti, è un palcoscenico di personaggi porteni e di scene di vita quotidiana dei sobborghi e della capitale “porteña”.
Da ieri a teatro. Potete approfittare di quest’occasione! Le presentazioni… il giovedì, il venerdì e il sabato alle ore 21 e la domenica alle ore 20.30.
A voi la possibilità di godere di questo meraviglioso spettacolo che offre sempre la musica di Piazzolla.




Hanno detto…