Un po’ di nostalgia, un misto di ricordi mi riporta a uno spazio comune a chiunque: un bar. Ma questo era uno dei miei bar preferiti.
Spesso ci bevevo il caffè con le mie colleghe o fuori dall’orario di lavoro ci andavo con amici. Mi piaceva perché non era tanto grande, era accogliente e il servizio era molto buono. E’ tutt’ora così.
L’anno scorso è stato inserito nell’elenco dei bar illustri della città. Il bar si chiama”El Coleccionista” ed è situato in uno dei 100 “barrios porteños”, il quartiere di Caballito, su Balcarce e Corso Rivadavia la cui continuazione, andando in centro, è la Avenida de Mayo.
La sua peculiarità? Beh, quella di vedere radunati ai tavolini i filatelici e i numismatici ogni domenica mattina. Ecco, il bar è questo a Buenos Aires: un incontro, un momento di pausa e di chiacchere, un caffé…seduti a leggere il giornale, a guardare dalla vetrata, ad ascoltare musica. Non riesco ad immaginare questa città senza i bar. Sono parte della sua cultura. Ispirano la vita cittadina, ispirano la musica, racchiudono momenti dal sapore nostalgico.
Tutto ciò mi ricorda Cafetín de Buenos Aires, il famoso tango di Enrique Santos Discepolo e Mariano Mores, versione interpretata da Virginia Luque, Daniel Cortés, Daniel Olivera, Roberto Ayala e Juan Carlos Granelli.
Cafetín de Buenos Aires
De chiquilin te miraba de afuera
como esas cosas que nunca se alcanzan
la ñata contra el vidrio
en un azul de frío
que sólo fue después viviendo
igual al mío
como una escuela de todas las cosas
ya de muchacho me diste, entre asombros,
el cigarrillo
la fe en mis sueños
y una esperanza de amor.
Cómo olvidarte en esta queja,
cafetín de Buenos Aires
si sos lo único en la vida
que se pareció a mi vieja.
En tu mezcla milagrosa
de sabiondos y suicidas
yo aprendí filosofía
dados, timba y la poesía
cruel, de no pensar más en mí.Me diste un oro en puñado de amigos
que son los mismos que alientan mis horas
José, el de la quimera
Marcial que aún cree y espera
y el flaco Abel que se nos fue
pero aún me guía
Sobre tus mesas que nunca preguntan
lloré una tarde el primer desengaño
nací a las penas, bebí mis años…
¡y me entregué sin luchar!





Sai che provo quasi invidia per questi tuoi ricordi argentini, querida??
Besiti
Dori
Dori,
di questi tempi sono diventata una grande nostalgica tanguera. In fondo, essere porteñi è questo in parte: vivere in un misto di rimpianto nostalgico e di allegria. Tra non molto farò una scappata breve a ritrovare il mio bar e le mie vie.
besitos
Flavia
[...] Ogni bus è identificato con uno dei sei prodotti promossi dalla Citt
[...] mia nostalgia si acuisce. Cerco di pensarmi seduta al tavolino di un bar senza neanche percepire dall’interno le note degne di questo strumento fedele [...]
[...] Ormai agli sgoccioli di questo viaggio, mi sono seduta al tavolino del mio bar preferito, quello dei miei ricordi: EL coleccionista. [...]