La Polvorilla Tren a Las Nubes Tren a Las Nubes Tren a Las Nubes

Il gestore dell’albergo ci dice: “no coman mucho”.
Vero: l’unico segreto è non abbuffarsi di cibo la sera prima di volare dai 1187 metri s.l.m. di Salta ai 4200 metri s.l.m. de La Polvorilla…
Volare, si fa per dire. Il convoglio turistico denominato Tren a Las Nubes, percorre il suo tragitto di 435km. in 14 ore sfrecciando alla pazzesca velocità media di 31 km/h, che possono salire a 35 se consideriamo la mezz’ora abbondante di apunamiento al viadotto della Polvorilla. Il tutto condito da danze e giochi folklorici che l’Organizzazione ha studiato per turisti stranieri come me.

Accettato il compromesso di essere turista straniero e quindi di avere pagato 70 dollari il biglietto, un po’ invidioso di Flavia che, da “indigena”, pagava solo 149 pesos (correva l’anno 2002, quindi erano equivalenti a circa 40 dollari), mi avventuro salendo sul treno piu’ famoso d’Argentina.

In realtà il fatto che il treno salga piano piano, addirittura fermandosi per cambiare direzione in occasione di due tornanti di montagna (tutto vero, ferrovia coi tornanti!!), è un grande vantaggio per coloro che, come me e quasi tutti i comuni mortali, non hanno la capacità polmonare di Fausto Coppi e quindi patirebbero’ un po’ un dislivello di 3000 metri in poco tempo.

Il ritorno porta con sè una sorpresa: essendo il 2 agosto, a San Antonio de Los Cobres, tappa forzata del rientro, ci si godono le celebrazioni della Pachamama: per tutti gli abitanti del Nord-Ovest argentino è la Madre Terra, la divinità suprema. La Pachamama è una divinità femminile, che produce, che benedice, che genera. La sua dimora è nelle viscere stesse della terra.

Premesso che questa del Tren a las Nubes è stata un’esperienza di quelle che non si cancellano mai, una di quelle cose immancabili se si visita il Nord Argentino (un po’ come andare a Parigi e non vedere il Louvre), posso riassumere pero’ che se ci ritornassi, proverei a noleggiare (piu’ o meno a pari costo) un auto (meglio un po’ robusta) e raggiungerei San Antonio de Los Cobres in auto, per questi motivi: maggiore indipendenza, possibilità di fermarsi ed emozionarsi di fronte a scenari dove, sempre a detta di Flavia, “è il tempo che parla”, ed infine perchè addentrarsi in auto lungo questi interminabili sterrati andini, regala sempre quel senso di avventura degno di una vacanza particolare: senso che ritrovero’ salendo alla Cuesta del Obispo, con un mitico 4×4 pickup Mitsubishi noleggiato a Salta: ma ve lo racconterò in un altro post.

  3 Commenti a “Salta – Tren a las nubes”

  1. io vi son stato 10 anni fa e allora il treno saliva fino al passo socompa .ancora adesso si arriva fin lassu’???

  2. Quando io e Simone abbiamo fatto il viaggio, nell’anno 2002 , non siamo arrivati al passo del Socompa. Il treno ha raggiunto el Viaducto de la Polvorilla a 4200 m e da lì ha intrapreso il ritorno.
    So che è il treno merci a raggiunge i passo del Socompa. Questo treno parte i mercoledì dalla stazione di Salta a meno che le condizioni climatiche non lo consentano. Non offre le comodità del Treno alle nuvole versione turistica e il biglietto non solo costa di meno ma offre la possibilità di un percorso più lungo (due giorni in più) perché appunto prosegue il viaggio fino a Socompa al confine col Cile.
    Hai per caso fatto il viaggio in questo treno?

  3. [...] è partita il 20 aprile ed è volta ad incentivare il turismo nella bellissima provincia del nord argentino durante la bassa stagione. La promozione viene messa in atto attraverso un libretto di buoni sconto [...]

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