Oggi mi sono svegliata un po’ “tanguera”. Nel mio personalissimo modo di intendere questo sentimento, nonché nel senso porteño, vuol dire che mi sono svegliata nostalgica. La voglia di camminare per le vie di Buenos Aires, nel loro particolare affacendarsi, mi ha presa, come ogni tanto mi capita, essendo lontana.

Il desiderio di percorrere ogni piccola sua arteria, cullata magari dalle note liberate da un bandoneon, mi hanno fatto riempire il mio bollitore d’acqua ed iniziare a prepararmi il mate.

Mentre sorseggiavo dalla “bombilla” questo infuso portatore di pensieri, mi sono messa a leggere il giornale e ho  trovato un articolo interessante il cui argomento è appunto il bandoneòn. Il giornale La Naciòn l’ha intitolato Salvar el bandoneòn.

bandoneon

photo by i_gallagher (CC Attributions)

Da un’intervista al bandoneonista Carlos Pazo, uno dei protagonisti del film Café de los maestros di Miguel Kohan, scopriamo che il bandoneon rischia di scomparire. Ormai ci sono pochi bandoneonisti e pochi bandoneon. Pazo, che suona questo meraviglioso strumento da più di 50 anni, ricorda i tempi in cui da un marciapiede ad un altro era immancabile la presenza del “fueye” (bandoneon in lunfardo). Non riesce a concepire il tango senza la sua presenza sonora.

Molti restauratori ed accordatori di bandoneon sono scomparsi, molti strumenti hanno lasciato il paese nell’esportazione. Pazo, affiancato da La Casa del Bandoneòn e la Uniòn de Orquestas Tipicas, sta lavorando al recupero della presenza del bandoneòn, del suo restauro e della sua permanenza nel paese. L’intenzione è quella di riuscire a far promulgare la legge che renda il bandoneòn Patrimonio Culturale della Nazione.

La mia nostalgia si acuisce. Cerco di pensarmi seduta al tavolino di un bar senza neanche percepire dall’interno le note degne di questo strumento fedele all’andamento porteño. Sorseggio ancora il mate. Passerà. Sarà forse la domenica?

Video pubblicato da La Naciòn

  5 Commenti a “Porteña senza bandoneòn”

  1. Grazie per l’articolo, Fla’.
    L’iniziativa volta a ripristinare l’uso del bandoneón è del tutto lodevole. Il tango, senza questo strumento, non sarebbe più lo stesso.
    Besos,
    Pietro

  2. Bella la mia amica porteña!!!!!La nostalgia voi l’avete nel d.n.a….per questo avete “inventato” il tango;)
    E un tango senza bandoneon è come un cielo senza stelle…
    Besotes
    dori

  3. Ciao!
    davvero bello e interessante il tuo blog, soprattutto per me che da sempre sono affascinata dall’Argentina e dove un giorno mi piacerebbe andare in viaggio!
    Ho scritto anche io un post su qualcosa di argentino, il tango!
    http://blog.atrapalo.it/il-tango-patrimonio-dellumanita.html
    complimenti !
    :)

  4. Ciao Valentina,

    grazie dei complimenti. Spero che un giorno tu riesca ad andare in viaggio in Argentina. Spero che questo blog ti porti consiglio.
    Ho letto il tuo post, è molto bello. Guarda caso ne avevo fatto uno anch’io
    http://www.scoprilargentina.com/blog/index.php/archives/476

    Grazie di nuovo, passa a trovarci quando vuoi!!!

    Flavia :)

  5. [...] riciclato, il passato che insiste e si trattiene nel mondo moderno. La persistenza nostalgica di un tango a quattro [...]

 Lascia un commento

(richiesto)

(richiesto)

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

   
© 2011 DataWeb Solutions - Tutti i diritti riservati Scopri l'Argentina • Viaggi, tradizione, cultura e spettacolo Suffusion theme by Sayontan Sinha